Le ASL che sono sempre MENO

Tra accorpamenti e riorganizzazioni, per effetto delle normative regionali il numero di aziende sanitarie continua a calare. Un problema rilevante e attuale, che pone interrogativi riguardo all’efficienza e alla sostenibilità e che affronteremo nel dossier di uno dei prossimi numeri. Intanto, ecco una piccola anticipazione con i casi di Treviso e Trieste.

L’accorpamento di aziende sanitarie non è una novità in ambito internazionale: nel mondo anglosassone, ossia in Inghilterra e negli Stati Uniti, questa tendenza è stata messa in pratica già a partire anni Novanta, portando nel tempo a una modifica radicale delle strutture dei sistemi sanitari dei due Paesi.

Oggi questo accade anche nello scenario italiano, dove, tra fusioni e accorpamenti, ci si trova di fronte a una forte riduzione (del 40% circa) del numero di Usl e Asl dal 2005 a oggi. La situazione non è uniforme sul territorio nazionale, ma varia in ogni singola regione, che decide in maniera autonoma come organizzare il proprio servizio sanitario. Ma gli accorpamenti possono davvero rappresentare un vantaggio in termini di efficacia, efficienza e sostenibilità? E rappresentano una valida soluzione per migliorare i servizi sanitari all’interno delle singole regioni? A questa e ad altre domande cercheremo di fornire una risposta in uno dei prossimi dossier, intanto presentiamo in anteprima il caso emblematico di due città del Nord-Est: Treviso, in Veneto, e Trieste, in Friuli Venezia Giulia.

NEL GENNAIO 2017 NASCE L’ULSS 2 MARCA TREVIGIANA
Da 21 a nove Unità locali socio sanitarie (Ulss). Questo è stato il passaggio segnato in Veneto dalla legge 19 del 25 ottobre 2016 che, oltre a disporre la riorganizzazione degli ambiti territoriali, ha individuato un ente di governance della sanità, l’Azienda zero, che svolge una funzione di supporto alla programmazione sanitaria e socio-sanitaria del Servizio regionale. L’obiettivo di questo riordinamento è quello di migliorare la qualità e l’efficienza nella gestione dei servizi resi, in un’ottica di razionalizzazione e riduzione dei costi, erogando le prestazioni in modo appropriato e uniforme e sviluppando un sistema che garantisca la trasparenza dei sistemi organizzativi nonché la partecipazione dei cittadini. «Dal 1° gennaio 2017, l’Ulss 9 di Treviso, l’Ulss 7 di Pieve di Soligno e l’Ulss 8 di Asolo sono state unite in un’unica azienda, l’Ulss 2 Marca Trevigiana, con sede legale a Treviso», spiega Giovanni Berti, direttore della Farmacia degli ospedali di Treviso e Oderzo dell’Ulss 2. «Credo che questo accorpamento possa garantire una serie di vantaggi al nostro apparato sanitario, come una maggiore equità nell’accesso alle cure e la condivisione degli obiettivi tra diversi servizi. Certo, è ancora presto per pronunciarsi sugli effetti positivi che la riforma ha portato o potrebbe portare, ma sono certo che possa essere d’aiuto nel superare la disomogenea distribuzione delle risorse ancora presente sul territorio».

TRIESTE È LA SEDE DELL’AZIENDA SANITARIA UNIVERSITARIA INTEGRATA
Cambiamenti anche in Friuli, a seguito della legge regionale 17 del 2014, Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e socio-sanitaria.

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