Da medicine naturali a market access, da fitoterapia a farmacovigilanza, tanti sono gli ambiti che si possono approfondire. Per essere più competitivi sul mercato del lavoro.

Il percorso formativo per chi vuole diventare farmacista e, ancora più, quelloper chi aspira alla professione di farmacista ospedaliero sono tra gli iter universitari più impegnativi e lunghi.

Cinque anni per il primo, ben nove per il secondo. Pur uscendo con un grado di specializzazione molto elevato, c’è chi ritiene comunque utile ampliare le proprie competenze frequentando un’attività di formazione post-laurea. Il perché va ricercato in due motivi: il primo riguarda il bisogno di restare sempre aggiornati sulle nuove tecnologie, in costante e rapida evoluzione; il secondo ha, invece, a che fare con la necessità di competenze manageriali sempre più specifiche, che comprendono pianificazione degli obiettivi, analisi dei risultati aziendali, organizzazione di impresa, controllo di gestione, marketing. Inoltre, il farmacista, nell’ottica di diversificare le proprie competenze e renderle più “spendibili” sul mercato del lavoro, grazie ai corsi post-laurea ha la possibilità di specializzarsi in ambiti emergenti, come i settori cosmetico, nutraceutico, fitoterapico, nonché quelli inerenti al monitoraggio degli studi clinici, al controllo qualità, alla ricerca farmaceutica.

I master rilasciano un titolo accademico, i corsi no

I corsi di formazione post-laurea possono essere di due tipi: master e corsi di perfezionamento. Sono rivolti sia a chi intende proseguire gli studi per approfondire la materia in cui si è laureato, sia a chi è già inserito nel mondo del lavoro e sente la necessità di riqualificarsi.

I master durano almeno un anno accademico, prevedono un tirocinio obbligatorio e, a differenza dei vari master promossi da enti privati, che non rilasciano alcun titolo accademico, danno diritto al titolo Master universitario, in base al decreto ministeriale 270 del 22 ottobre 2004 in materia di Autonomia didattica degli atenei, nonché all’acquisizione di almeno 60 crediti formativi universitari. Ne esistono di due tipi: master di primo livello, che si possono frequentare dopo la laurea triennale, e master di secondo livello, riservati a chi è in possesso della laurea magistrale o di una laurea del vecchio ordinamento.

I corsi di perfezionamento, invece, detti anche corsi di alta formazione, sono previsti nell’offerta formativa delle università (anche in collaborazione con altri enti e istituzioni, pubbliche o private) ai sensi dell’articolo 6 della legge 341 del 19 novembre 1990 sulla Riforma degli ordinamenti didattici universitari. A differenza del master, questi corsi non rilasciano un titolo accademico, ma un attestato di partecipazione che certifica le competenze acquisite, con l’eventuale indicazione dei crediti maturati, comunque inferiori a 60. La durata dei corsi, riservati a un numero limitato di partecipanti selezionati attraverso colloqui o altre forme di verifica, varia a seconda dell’articolazione didattica e delle competenze che il corso stesso intende fornire. Si accede a un corso ad alta formazione dopo la laurea di primo livello o la laurea magistrale e la frequenza, obbligatoria, deve essere attestata dai docenti e dal direttore del corso.

Anche un’esperienza all’estero vale come formazione extra

Oltre a master e corsi di perfezionamento, anche un’esperienza lavorativa all’estero può essere una buona opportunità per chi desidera ampliare gli orizzonti professionali e arricchire il proprio curriculum. Grazie alla direttiva 36 del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005, relativa al Riconoscimento delle qualifiche professionali, che ha normato le regole sul reciproco riconoscimento della qualifica di farmacista, il professionista ha il pieno diritto alla libera circolazione all’interno dell’Unione europea. Il principio della libera circolazione sottostà, però, ad alcune regole di riconoscimento della qualifica professionale, che variano da Paese a Paese, e che è bene verificare prima di intraprendere questo percorso. Sul sito internet del ministero della Salute viene spiegato che «i farmacisti interessati devono rivolgersi direttamente all’autorità competente del Paese dove intendono lavorare» e che il ministero rilascia un attestato di conformità o un certificato di Good professional standing (la relativa modulistica è reperibile sempre sullo stesso sito).

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