L’iniziativa,di cui fanno parte ricerche, convegni, dibattiti, pubblicazioni, offre un importante contributo alla gestione del problema, che richiede un approccio sempre più integrato e multidisciplinare.

 

Contribuire alla lotta contro le infezioni. è l’obiettivo di IDEAL (infezioni difficili in ospedale), il progetto di approfondimento e formazione, nato nel 2017 per iniziativa di Maya Idee e tuttora in corso, che si è concretizzato in ricerche, convegni, dibattiti, pubblicazioni. Nel percorso sono coinvolti, nel segno della multidisciplinarietà, non solo infettivologi e farmacisti del Servizio sanitario nazionale, ma anche clinici di altre specializzazioni, chirurghi, anestesisti, medici di direzione sanitaria, infermieri. «La peculiarità del programma è quella di operare coinvolgendo diverse figure professionali», sottolinea Massimo Andreoni, direttore dell’unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, mentre Sabrina Beltramini, direttore dell’unità operativa complessa di Farmacia dell’ospedale San Martino di Genova, ribadisce: «È importante che gli attori del sistema si siedano allo stesso tavolo per contribuire al percorso di gestione del farmaco in ambito infettivologico».

Anche Alessandro D’Arpino, direttore della Farmacia dell’Azienda ospedaliera di Perugia, pone l’accento sull’importanza del confronto faccia a faccia: «Bisogna mirare all’implementazione di gruppi di lavoro, al fine di analizzare i dati in modo condiviso, ma soprattutto creare un metodo per la gestione degli audit». Quella proposta da Ideal è un’iniziativa con una forte connotazione di attualità, come evidenzia Luigi Giuliani, già direttore del dipartimento di Farmacia clinica e farmacologia dell’Azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara: «Portare il dibattito nei contesti di cura, con le diverse peculiarità ed esigenze, finalizzandolo a un confronto e a un coinvolgimento operativo, è coerente con le più recenti indicazioni nazionali e internazionali per lo sviluppo della stewardship antimicrobica». Numerose le iniziative ascrivibili al progetto che si sono svolte negli ultimi due anni. Ecco una sintesi delle principali in ordine temporale.

NEL 2017

Survey percettiva
Dove: in tutte le regioni
Quando: nel 2017
A chi è rivolta: professionisti ospedalieri
Di cosa si tratta: la ricerca dal titolo Ideal, infezioni difficili in ospedale ha raccolto e analizzato le opinioni di clinici, farmacisti e altri operatori sanitari coinvolti nella gestione delle infezioni gravi ospedaliere. I risultati nazionali hanno aperto la strada a successivi approfondimenti a livello locale, sempre in un’ottica multidisciplinare.

Ideal debates
Dove: Roma, Milano, Napoli, Pescara, Perugia, Ancona, Ponderano (Biella), Reggio Calabria, Arezzo, Potenza, Ferrara Quando: novembre 2017
A chi sono rivolti: professionisti ospedalieri delle varie strutture considerate
Di cosa si tratta: undici incontri multidisciplinari regionali, accreditati ecm, che riguardano i modelli organizzativi adottati contro le infezioni batteriche gravi, allo scopo di valutare lo stato dell’arte per attuare un miglioramento.

Formazione a distanza
Dove: in tutte le regioni
Quando: nel 2017
A chi è rivolta: più di 1.500 professionisti, tra medici, farmacisti ospedalieri e territoriali, infermieri
Di cosa si tratta: quattro percorsi accreditati ecm dedicati alle infezioni nosocomiali, che approfondiscono: protocolli e linee guida, modelli organizzativi di cura e presa in carico, i casi gravi, health economic.

Playbook
Quando: pubblicati nell’ottobre 2017
A chi sono rivolti: professionisti coinvolti nella gestione delle infezioni correlate all’assistenza
Di cosa si tratta: tre volumi, intitolati I modelli di antimicrobial stewardship, I principi e le esperienze, Linee guida e protocolli, dedicati all’analisi degli aspetti clinici, normativi, gestionali connessi al rischio infettivo ospedaliero. Le pubblicazioni sono state realizzate a partire da questionari web-based che hanno consentito la raccolta e l’analisi di idee e opinioni sul tema.

NEL 2018

Ricerca antimicrobial stewardship
Dove: in numerosi ospedali in tutte le regioni
Quando: da maggio 2018
A chi è rivolta: direttore sanitario e altre figure chiave in tema di antimicrobial stewardship, come infettivologo, chirurgo, internista, rianimatore, ematologo, farmacista
Di cosa si tratta: la ricerca del 2017 sulla situazione italiana dell’antimicrobial stewardship ha aperto la strada a un nuovo protocollo focalizzato non solo sulla descrizione dello stato d’arte, ma anche su approfondimenti.

Ideal debates
Dove: Padova, Bergamo, Cuneo, Orbassano, Verona, Rieti, Latina, Caserta, Brindisi, Catania
Quando: da gennaio ad aprile 2018
A chi sono rivolti: 15 partecipanti per dibattito, tra cui medici, farmacisti ospedalieri, infermieri, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico
Di cosa si tratta: dieci incontri mirati ad arricchire la pratica clinica di riflessioni e competenze utili a governare i processi di stewardship.

Ideal nodi
Nuove opportunità di cura delle infezioni difficili in ospedale
Dove: Roma, Napoli, Bari, Catania
Quando: nel 2018
A chi sono rivolti: 35 partecipanti per evento tra farmacisti ospedalieri, medici (infettivologi, anestesisti, ematologi, direttori medici di presidio), infermieri
Di cosa si tratta: quattro corsi di formazione ecm. Alla luce del Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (Pncar), approvato dal ministero della Salute per il periodo tra il 2017 e il 2020, l’iniziativa si propone di “sciogliere dei nodi” e ridurre l’impatto delle resistenze batteriche; conoscere e utilizzare al meglio la gamma di opzioni terapeutiche (necessaria è la conoscenza di nuovi antibiotici che combattono i germi difficili e multiresistenti); puntare a un approccio multidisciplinare nella lotta alle infezioni; partecipare attivamente a programmi di stewardship.

Formazione a distanza (Fad)
Dove: in tutte le regioni
Quando: dal 1° marzo al 30 novembre 2018
A chi è rivolto: professionisti che operano in ambito ospedaliero Di cosa si tratta: iniziative di formazione su infezioni batteriche e fungine nosocomiali: dalle linee guida ai modelli di stewardship; infezioni nel paziente immunocompromesso, infezioni da funghi filamentosi; infezioni batteriche nosocomiali: infezioni gravi da germi multidrug resistant.

NEL 2019

Ideal debates
Quando: da maggio a luglio e da settembre a novembre 2019
Dove: in tutte le regioni
A chi sono rivolti: professionisti di varie discipline (medici, farmacisti, infermieri, biologi, tecnici di laboratorio)
Di che cosa si tratta: incontri nazionali che, partendo dalla sintesi della ricerca Ideal 2018 sulla situazione italiana della stewardship, si propongono di sviluppare soluzioni condivise ed efficaci per la lotta alle infezioni difficili in ospedale.

Fad
Quando: dal 22 marzo al 30 novembre 2019
Dove: in tutte le regioni
A chi sono rivolti: farmacisti, biologi, medici
Di che cosa si tratta: due corsi di formazione avanzata a distanza, accreditati ecm, sulla gestione delle infezioni batteriche da Gram negativi multidrug resistant. Confrontandosi con un problema in continuo aumento, si vogliono ripercorrere le argomentazioni specifiche e aggiornate sulle competenze farmacologiche e cliniche richieste dai team di antimicrobial stewardship e le argomentazioni di carattere organizzativo indicate nel Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar). Il secondo corso, in particolare, si sofferma sulle tipologie di paziente “a rischio” di contrarre infezioni difficili ospedaliere da Gram negativi (paziente immunocompromesso, in critical care unit, internistico).

Key book
Quando: pubblicato nel 2019
A chi è rivolto: professionisti ospedalieri coinvolti nel tema dell’antimicrobial stewardship
Di cosa si tratta: un agile libretto che, come dice il nome stesso, propone le cosiddette parole-chiave nell’ambito dell’antimicrobial stewardship con l’obiettivo di creare uno strumento di condivisione. Due le sezioni in cui è suddiviso: la prima dedicata ai termini (da shock settico a super-bugs, da sepsi a rotazione degli antibiotici), la seconda agli acronimi e alle sigle.

Per arricchire il progetto Ideal in futuro, sono state raccolte numerose idee. Giuliani, ad esempio, suggerisce di «estendere il più possibile gli incontri locali». Concorda anche Beltramini che propone di «diffondere gli incontri in modo capillare negli ospedali, soprattutto nei più piccoli, che ancora non hanno attivato questo modello di gestione del farmaco e dell’antibioticoterapia». Un altro suggerimento di Giuliani «è cercare di conoscere il più possibile la realtà infettivologica e organizzativa nazionale, per contribuire a individuare correttamente dove, come, quanto intervenire. Lo si sta facendo, all’interno di Ideal, con un’importante indagine conoscitiva. I risultati, opportunamente analizzati e diffusi, saranno utili per l’impostazione futura del progetto». Su quest’ultimo punto si esprime anche Andreoni, che dà rilievo all’indagine sugli effetti della formazione: «È importante verifica re quanto quest’ultima sia stata compresa, e quanto sia risultata
utile ad avviare processi virtuosi all’interno dei luoghi di lavoro».

Giuliani si sofferma, infine, sul fatto che «il team di stewardship antimicrobica richiede la partecipazione strutturata di un farmacista specializzato in infettivologia. Purtroppo, però, il complesso di conoscenze ed esperienze che possono rendere esperto questo professionista non è ancora a disposizione della categoria, ma è limitato a ridottissime, ancorché eccellenti, iniziative individuali. È inutile rivendicare il diritto del farmacista di far parte del team di stewardship antimicrobica, se poi non sono formati adeguatamente i professionisti chiamati a partecipare con un’attività specialistica fattiva e insostituibile. Il progetto Ideal deve portare questo messaggio, fornendo spunti e cultura». Suggerimento di Franco Rapisarda, farmacista del dipartimento strutturale del farmaco all’azienda sanitaria provinciale di Catania, è «promuovere un sostegno al medico di medicina generale, lasciato spesso solo in questo contesto, e sfatare credenze secondo le quali, al sopraggiungere di raffreddore, tosse, febbre sia necessario ricorrere agli antibiotici». È d’accordo D’Arpino, il quale sottolinea la noncuranza con cui sovente sono prescritti e assunti gli antibiotici, ai quali va riconosciuto il “difetto” di essere ben tollerati e abbastanza a basso costo: «Prescrivere questi farmaci è una pratica complessa, occorre conoscerne bene la clinica e la farmacologia. Se è vero che in molte unità operative ospedaliere non si può fare a meno della prescrizione di antibiotici, dovremmo chiederci: tutti i pazienti che mettono piede in quel reparto hanno davvero l’urgenza di assumere questi medicinali? O sarebbe più cauto e intelligente svolgere un’accurata profilassi, limitandosi a trattare i ricoverati che sviluppano una vera infezione?».