A 40 anni dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale1, fermo restando il mandato di universalità ed equità di accesso ai trattamenti, si assiste tuttavia a una trasformazione degli scenari di salute che impone continui adattamenti delle risorse disponibili alle mutate necessità dei cittadini. Tra i professionisti sanitari investiti della responsabilità di adeguare le proprie competenze al recepimento dei cambiamenti, il farmacista delle Aziende Sanitarie gioca un ruolo cruciale e strategico, sia per la versatilità delle conoscenze di cui è portatore, nelle quali confluiscono scienza, tecnica, management e attitudine alla relazione, sia per la naturale vocazione della professione a dialogare con gli stakeholder adattando di volta in volta registri linguistici e cognitivi alle esigenze di clinici, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e dell’industria farmaceutica, e non da ultimo i pazienti.

Una tale poliedricità di azioni, motivi e obiettivi non può far leva sulle abilità del singolo a riprogettare se stesso in funzione di bisogni sempre diversi e poco conciliabili, ma deve poggiare sulla coesione interna di una categoria professionale chiamata a formarsi, specializzarsi e qualificarsi tenendo il passo con le sfide nelle quali si concretizza il sempre mutevole impegno quotidiano. Il farmacista è infatti il punto di riferimento di istituzioni e operatori sanitari nelle attività di valutazione di farmaci, dispositivi medici, percorsi assistenziali e soluzioni gestionali, sia in ospedale che sul territorio; in questo è impegnato a intercettare i reali bisogni di salute e a elaborare, in risposta ad essi, fabbisogni coerenti ottimizzando le risorse disponibili, discriminando tra vera e falsa innovazione e garantendo equità di accesso alle cure. Il farmacista è dunque oggi tra i principali attori sulla scena del governo clinico, ricomprendendo su di sé scienza e gestione, ricerca e bilanci. Una politica sanitaria che non voglia rinunciare alla missione universalistica intrapresa nel ‘78, deve sostenere l’evoluzione del ruolo attraverso un tipo di formazione costruita in risposta a specifici problemi organizzativi. Non si tratta di un sapere calato dall’alto, che imponga di tradurre l’astrattezza di certe disposizioni normative in azioni adeguate alla complessità del reale; si tratta piuttosto della capacità di creare sapere a partire dall’analisi dell’esistente, per sondare limiti e spazi di manovra entro i quali trovare soluzioni concrete alla vera domanda che il sistema si pone: l’adeguamento razionale e proattivo dei mezzi ai fini.

Simona Serao Creazzola, Presidente Sifo

1-Legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”. GU n. 360 del 28-12-1978 – Supplemento Ordinario.

Autori
Fausto Bartolini, Alessandro Benedetti, Monya Costantini, Alessandro D’Arpino, Federico Lega, Walter Orlandi, Mariangela Rossi, Simona Serao Creazzola

Coordinamento editoriale: Maria Chiara Giglio

CODICE ISBN 9788895958545

Anno edizione: 2018

Editore: MAYA Idee srl

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