Il MUSME, nato nel 2015 a Padova, propone ai visitatori uno straordinario viaggio nel corpo umano, in equilibrio tra passato e futuro, tra tradizione e tecnologia. Un percorso di conoscenza e scoperta che conquista i grandi, ma anche i piccoli.

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Dai crani frenologici alle cere anatomiche, dal cuore artificiale ai reperti stanziati. Ma anche video, mostre interattive, giochi multimediali. In equilibrio tra passato e futuro, tra antichi reperti e tecnologia, il Museo di storia della medicina (MUSME) è nato nel 2015 a Padova, nel cui antico e celebre ateneo, durante il Rinascimento, è nata la medicina moderna. Allestito nella sede dell’antico ospedale di San Francesco Grande, nel 1798 sostituito dall’ospedale Giustinianeo, si tratta di un museo innovativo, di nuova generazione, che, non a caso, ha anche vinto il premio Smau nel 2017. Al centro del percorso espositivo, che si snoda attraverso varie sale e tre piani, il corpo umano, con otto spazi tematici ciascuno dedicato a un organo o a un apparato. Lungo il tragitto (il cui motto è «vietato non toccare»), vi imbatterete in sette grandi porte virtuali dotate di un concretissimo batacchio metallico. «Toc, toc» e il portone si apre, lasciando spazio a un protagonista della scienza del passato che, dopo essersi presentato, vi spiegherà il tema della stanza che gli è affidata. Al piano terra, la prima sala è dedicata alla storia dell’ex ospedale di San Francesco Grande, illustrato da Sibilia de’ Cetto, la nobildonna che, insieme con il marito, progettò la struttura, e da Giovanni Battista Da Monte, uno dei primi medici a introdurre l’insegnamento della clinica al letto del malato. La seconda sala, dalla cui porta fa capolino Galileo Galilei, è, invece, riservata all’importante ruolo dell’università patavina nella rivoluzione scientifica, mentre una proiezione sul soffitto spiega la stretta correlazione tra astrologia e medicina antica. Ai piani superiori potrete visitare quattro sale dedicate alla nascita e allo sviluppo delle scienze mediche moderne, che rispondono alle domande che, nei secoli, la medicina si è posta sul corpo umano: Come è fatto? Sala di anatomia, presentata dall’anatomista Andrea Vesalio, autore nel 1543 del De humani corporis fabrica; Come funziona? Sala di fisiologia, presentata dal fisiologo Santorio Santorio; Come si ammala? Sala di patologia, presentata dal patologo Giovanni Battista Morgagni; Come si cura? Sala di terapia, presentata dal medico e botanico Prospero Alpini. In questi ambienti, potrete sfogliare virtualmente antichissimi volumi senza il timore di rovinarli; vedervi riflessi in uno specchio “magico” che vi svelerà organi, ossa, muscoli; auscultare cuore e polmoni; osservare al microscopio i principali microbi. E anche soffermarvi su alcune curiosità, come, ad esempio reperti, quali mani e piedi, tannizzati, nelle cui arterie, secondo il metodo ideato dal medico Lodovico Brunetti nel 1867, erano stati cioè iniettati acqua per lavare il letto vascolare, etere solforico per rimuovere i lipidi, acido tannico per “tannizzare”, aria compressa asciutta e calda per prosciugare i tessuti. E ancora, la frenologia, fondata nell’Ottocento dal medico tedesco Franz Joseph Gall, secondo la quale la nostra personalità si riflette nella struttura del cranio. Dopo aver percorso le sei sale, vi attenderà una sorpresa: lo splendido teatro anatomico, un grande salone in cui potrete ammirare il modello di corpo umano («l’omone», come lo chiamano i bambini), lungo ben otto metri, che parla e sembra una sorta di gigante vivo. Al crocevia tra una tradizionale collezione di reperti e un moderno science centre, l’esposizione riesce a conquistare tutti, grandi e piccoli, regalando qualche ora all’insegna della conoscenza e della scoperta e, perché no, anche del divertimento. Fino al 10 giugno 2018 è visitabile la mostra Venire alla luce. Dal concepimento alla nascita attraverso la gravidanza. Al MUSME la collezione settecentesca di modelli ostetrici dell’Università di Padova.

Museo di storia della medicina (MUSME)
Via San Francesco, 94 – Padova
www.musme.it

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