Di questo tema si è parlato all’ultimo congresso dell’Associazione nazionale medici direzione ospedaliera (Anmdo), mentre è stato lanciato l’appuntamento del 2018 dedicato all’ospedale del futuro.

Pare che il concetto di rischio clinico possa addirittura risalire al medico greco Ippocrate, che raccomandava ai suoi allievi di astenersi “Dal recar danno e offesa”. Proprio a questo tema è stato dedicato il 43° congresso dell’Associazione nazionale medici direzione ospedaliera (Anmdo), dal titolo Rischio clinico e responsabilità professionale. Obiettivo sicurezza in ospedale. Responsabilità, strategie e modelli di gestione a confronto, che si è tenuto dal 25 al 27 ottobre scorso a Firenze.

Nella prima sessione plenaria la questione è stata inquadrata nell’ottica dell’organizzazione sanitaria, sottolineando come l’errore viene vissuto ancora troppo di frequente come colpa individuale, mentre è necessario un “salto” culturale per inquadrarlo in una prospettiva di sistema, all’interno del quale, come si legge nell’abstract di presentazione dell’evento «le direzioni ospedaliere diventano vere e proprie cabine di regia di un processo articolato e insieme unitario che, se opportunamente gestito, ha ricadute positive su qualità, equità e buon utilizzo delle risorse».

Nella seconda sessione del convegno, sono stati presentati alcuni modelli regionali di gestione del rischio. Ecco, in estrema sintesi, quali.

TOSCANA

Nel 2003 è stata istituita la struttura di Governo clinico regionale. L’anno successivo è stato costituito il centro per la Gestione del rischio clinico, diretto da Riccardo Tartaglia. Previste due figure, il clinical risk manager e il patient safe manager: il primo si occupa di anticipare il rischio, il secondo di valutare il sistema di controllo. L’obiettivo futuro è sviluppare una piattaforma internazionale che analizzi gli eventi sentinella, in modo da potersi confrontare con altre realtà.

VENETO

Nel 2006 è nato il Coordinamento regionale per la sicurezza del paziente. Due anni dopo è stata istituita la figura del responsabile della sicurezza del paziente. In seguito è stata sviluppata la parte operativa, con l’istituzione nel 2011 del Centro regionale per la sicurezza del paziente, il cui responsabile è Matteo Corradin. In questi anni, è stato rilevato che le aziende sanitarie tendono a relegare il rischio clinico in secondo piano e che viene svolta scarsa attività di misurazione e analisi dei dati che riguardano i sinistri. Tra il 2016 e il 2017 si è cercato di mutare l’approccio, analizzando maggiormente gli eventi avversi e apportando di conseguenza azioni di miglioramento coordinate tra Regione e aziende. Tuttora si sta cercando di perseguire una semplificazione e un’omogeneizzazione del sistema. A tale scopo, con la legge regionale 19 del 25 ottobre 2016 è stata creata un’Azienda zero, che ha istituito una struttura complessa di rischio clinico, incaricata di svolgere verifica, controllo, programmazione, analisi di eventi avversi.

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